La comunicazione intergenerazionale

Ed eccoci con il nostro appuntamento settimanale sulla comunicazione. La domanda della settimana riguarda la comunicazione intergenerazionale: è possibile, non è possibile… Boh!?! Dicci cosa ne pensi!

La comunicazione intergenerazionale è possibile solo al campo Genitori e Figli?
Soltanto due persone si sono dichiarate d’accordo con questa frase perché, pur auspicandosi la possibilità di questo tipo di comunicazione, rilevano che, per ora, ciò non è stato possibile. A sostegno di questa tesi, sono stati portati gli esempi dei campi intergenerazionali invernali, del campolavoro che raramente favorisce lo scambio tra generazioni differenti, sviluppando un’egemonia del gruppo dei più giovani a discapito degli altri, e dei campi internazionali dove spesso si creano gruppi divisi per nazionalità e lingua. Dall’altra parte, invece, si sostiene che una comunicazione intergenerazionale avvenga costantemente, ad esempio fra campisti/e minorenni e la staff. Tutti e tutte convengono sul fatto che non ci sia un momento istituzionalizzato per la comunicazione intergenerazionale ad Agape: in passato, ad esempio, i campi giovani erano un’occasione di questo tipo.

Un altro modo di intendere la comunicazione fra generazioni è quello di proporre campi per minori su temi, anche storici, che appartengono più a un’altra generazione. L’attenzione posta ai temi ha fatto emergere l’esigenza di proporre campi tematici, senza preclusione d’età, riguardanti argomenti di interesse davvero trasversale.

Una risposta a “La comunicazione intergenerazionale”

  1. Secondo me Agape dovrebbe riprendere i campi intergenerazionali come ci fu fino al 2000 quello invernale su un tema caldo. Campo Cadetti ed adulti. Li si che c’era confronto. Tant’è che molte persone più adulte di me me li ricordo ancora con affetto sia per l’amicizia sia per le cose che mi hanno trasmesso ed insegnato.

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